Le cinque settimane di missione sanitaria in Guatemala si sono da poco concluse e tante sono le sensazioni che ci pervadono e le emozioni che ancora stiamo provando. È stato un lungo periodo di lavoro intenso, durante il quale abbiamo affrontato tante prove e difficoltà ma che ci ha anche regalato gioie incontenibili e tanto amore.

Amore per i bambini della nostra scuola, che abbiamo riabbracciato dopo tanti mesi e che ci hanno accolto e accompagnato come solo loro sanno fare, giocando con noi con semplicità e, in questo modo, salvandoci dai mille pensieri che ci frullavano in testa.

Amore per i pazienti, sia del poliambulatorio Yatintò che dell’ospedale di Llano de la Virgen, che ogni giorno si affidano a noi con tranquillità e riconoscenza. Percorrono tanti chilometri, si mettono diligentemente in fila e mettono in pratica tutta la pazienza di cui sono portatori, di cui noi siamo un po’ invidiosi e che ammiriamo sperandi di assorbirne un po’. Sono sempre tantissimi i pazienti in attesa e quando arriva il loro turno e entrano finalmente nell’ambulatorio del medico, ecco che iniziano i ringraziamenti: “gracias doctor, gracias doctora”ringraziano perché si sentono presi in considerazione e perché sentono che ci prendiamo cura di loro.

Amore per i nostri volontari, quelli di lunga durata e i tanti che erano alla loro prima esperienza.
Persone straordinarie, con un cuore grande e una determinazione invidiabile, professionisti che non si sono mai tirati indietro davanti alla stanchezza e i turni infiniti ma che, anzi, non vedevano l’ora di essere presenti, qualunque visita o intervento fosse in corso, per dare una mano, per dare sostegno ai colleghi o conforto ai pazienti.

Li abbiamo visti, tutti, prendersi il tempo di spiegare ai pazienti cosa stava succedendo, anche inventandosi le parole quando queste non venivano fuori bene in spagnolo.

Li abbiamo visti confrontarsi e aiutarsi tra loro davanti a situazioni inedite, farmaci diversi da quelli cui sono abituati o davanti alla scarsità delle risorse cui a volte abbiamo dovuto far fronte.

Li abbiamo visti con il sorriso anche davanti alle difficoltà, suonare e cantare fino a tardi per scrollarsi di dosso stanchezza e pressione, abbiamo sentito i loro racconti e le loro parole nuove e bellissime per l’esperienza che stavano vivendo.

È stata una missione bella e intensa e ne sentiamo ancora la potenza! Ecco alcuni numeri:
– 83 volontari tra medici, infermieri e personale di supporto;
– 1880 persone visitate e curate;
– 183 operazioni chirurgiche;
– tantissime foto, di cui potete avere un assaggio cliccando qui;
– innumerevoli abbracci di gratitudine reciproca!

Grazie a tutti e arrivederci alla prossima missione!