“Amelia Pavoni, che ricordiamo oggi nel giorno della sua morte, il 6 ottobre del 2001, è un mistero di fede nella storia di Sulla Strada Onlus”.

Così la descrive Brunemilio, maestro e responsabile del progetto Scuola e Alimentazione nel villaggio de La Granadilla.

Attraverso un lascito testamentario, Amelia ha voluto lasciare tutti i suoi averi ai bambini del Guatemala, che pure non aveva mai conosciuto se non attraverso i nostri racconti.
Prese questa decisione in ospedale, pochi giorni prima della sua morte, e la suggellò con queste parole: “Voglio che a questi bambini non manchi mai niente”.

E noi, con la sua donazione, abbiamo costruito la scuola Abuelita Amelia Pavoni, luogo di rinascita, di crescita e di speranza di un futuro radioso per tutti quei bambini.

Brunemilio sente un legame particolare con la abuelita: nato nel 1971 proprio il 6 ottobre, lo stesso giorno dell’anniversario di Amelia, si è sentito fin da subito investito del compito di realizzare l’ultimo desiderio di questa donna lontana e generosa. Così ci scrive oggi: “in questi 15 anni da responsabile della scuola, ho visto molti cambiamenti nella vita del progetto. Abbiamo vissuto momenti di gioia per tutto l’amore che i bambini della comunità ci regalano ogni giorno. Abbiamo sofferto per ogni problema che si è presentato con ansia, con stress, ma anche con la determinazione di superare ogni ostacolo per andare avanti.
Quelli che sono passati per la scuola anni fa e adesso sono diventati quasi adulti, hanno tutti imparato a essere liberi e a impegnarsi nello sforzo di costruirsi una vita migliore. Li abbiamo incontrati pochi giorni fa e ci hanno raccontato che sentono la mancanza della scuola Amelia Pavoni perché qui hanno vissuto momenti bellissimi e un’esperienza di vita indimenticabile.
È in questa piccola scuola, in questo angolo di paradiso, che vive la memoria della nostra cara nonnina Amelia Pavoni!

Ogni giorno, questa nostra nonna ci invita a spogliarci di quello che abbiamo per metterlo al servizio della solidarietà verso quei bambini e quelle bambine che sono la speranza del futuro.

Cari amici, vi invito a essere parte di questa solidarietà e a far sì che la nostra fede in una vita migliore cresca ogni giorno al fianco dei bambini più indifesi, contro lo sfruttamento dell’infanzia.

Un giorno saremo anche noi come la abuelita Amelia, che oggi ricordiamo, e speriamo che la nostra memoria duri per sempre, come la sua.

Oggi, 6 ottobre, ringrazio Dio, la nostra amata abuelita Amelia Pavoni e voi tutti che credete in questo progetto, per mettere ognuno il proprio granello di solidarietà per difendere l’infanzia dei bambini in Guatemala e in qualunque altro luogo nel mondo. Grazie.”

 

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