Come ormai da alcuni anni, ho preceduto la grande squadra di medici, infermieri e persone di supporto che verrà in Guatemala il 21 gennaio per regalare salute ai poveri che l’avevano perduta.
Gratis abbiamo ricevuto la vita e gratis vorremmo che fosse sempre mantenerla o recuperarla. Noi abbiamo molto chiara questa verità oggettiva e così facciamo.
Allora, per fare gli auguri di Natale a tutti voi che ci accompagnate sulla strada dei più piccolini dei poveri, prendo spunto da questo fatto straordinario.
E’ “straordinario” infatti che oggi, in questo nostro mondo dell’efficienza, della produttività e del neoliberismo, dove tutto è monetizzato o finanziarizzato, ci siano testimonianze collettive di gratuità, di solidarietà: 80 persone, per la maggior parte professionisti dell’arte medica, prendono le ferie, si pagano ciascuno il suo biglietto di andata e ritorno e operano gratuitamente. Questo è Natale!
E’ straordinario certamente l’entusiasmo con cui, chi è già venuto negli anni precedenti, faccia di tutto per venire anche quest’anno. E’ di tutti infatti la testimonianza: “è molto di più quello che portiamo via con noi al ritorno, di quello che abbiamo portato là all’andata!”.
Testimonianza questa che dice che missione non è venire o calare dall’alto con i potenti mezzi che ci forniscono la nostra economia e la nostra tecnologia, e così semplicemente dare qualcosa a chi sta peggio di noi, ma missione per noi è incontro, condivisione, scambio, confronto, ascolto, riflessione, apprendimento, arricchimento, meraviglia, stupore, gioia… Questo è Natale!
E’ straordinario come il mondo più povero eserciti un’attrazione irresistibile in chi ha ancora occhi per vedere e cuori per sentire sofferenze e speranze degli altri. Questo è Natale!
Allora, forse, la crisi vera del nostro mondo occidentale non è economica o finanziaria, ma etica. Dove c’è solo ricerca di salvezza per se stessi e per coloro che condividono la stessa moneta comune (l’euro o il dollaro), escludendo ancora una volta le grandi maggioranze dell’umanità –e facendo pagare il prezzo di questa salvezza sempre ai più deboli, mentre i ricchi e le lobbie se la ridono sotto i baffi o nelle intercettazioni telefoniche– lì il Natale è scomparso da tempo, lasciando soltanto il vuoto involucro di un presepio o di un albero illuminato, come la crisalide lascia il suo bozzolo.
Sono arrivato l’altro ieri in Guatemala dopo un viaggio lunghissimo e piuttosto stancante. Ma non serve più guardare indietro, ora già cammino, come vi dicevo, a fianco dei miei amici più cari, i più piccolini dei poveri. Fra poco è Natale e già sono entrato in una delle loro capanne di fango o di canne. Un fuoco che fa un sacco di fumo mi ha accolto e ho dovuto abbassarmi molto per non farmi friggere gli occhi. E’ bella come figura questa: bisogna abbassarsi fino a laggiù, dove stanno i più piccoli, per non dover essere avvolto dal fumo quassù in alto e poi sentire tanto dolore e piangere!
Buon Natale di cuore,
buon Natale dal cuore
straordinariamente ricco di umanità
di questa gente tanto povera!



